NUOVI FRANCHISING IN DIVERSI SETTORI
Anche nel settore dell’arredamento è in atto una profonda trasformazione. Oggi si contano una decina di catene di franchising nel settore, soprattutto nel salotto. Dal modello franchising tradizionale ci si sta però evolvendo verso un concept di affitto di servizi: il punto vendita diventa un piccolo shopping center all’interno del quale si affittano servizi e spazi a fornitori che installano corner specializzati per i loro prodotti. Il punto vendita diventa quasi un pluri franchising, che gestisce le aree con accordi con le case madri secondo modelli dalle forti analogie con il franchising ma organizzati in modo maggiormente sofisticato. Sono previsti affitti di aree, disponibilità di personale, attività pianificate di co-marketing tra il punto vendita e il fornitore, sistemi di incentivazione, di pagamento delle campionature, di rotazione dei prodotti a terra definite in modo estremamente evoluto.
Il benessere, i servizi per la persona sono un’ulteriore area dove è evidente l’avvio di una nuova fase del modello franchising. Negli anno ‘90 esistevano i tradizionali centri di abbronzatura e poco più. Oggi, nel benessere, sono nate formule ibride di prodotto /servizio, di attività sul punto vendita e servizio a domicilio. Spesso nascono non dall’esigenza di distribuzione di prodotti da parte del franchisor, ma dalla volontà di rispondere a una opportunità di mercato legata alla richiesta del clienti che cercano nuovi modelli di soddisfazione ai loro bisogni.
Nascono punti vendita che sono contemporaneamente ristoranti, librerie, centri benessere, agenzie di viaggio. Nascono shopping center che nel benessere vedono una fonte di acquisizione del tempo e di attrazione clienti e sono disposti ad offrire servizi gratuitamente o sottocosto pur di diventare polo di attrazione sul territorio.
Il modello franchising si differenzia: non vengono venduti prodotti, non vengono chieste royalty, ma si comincia a dar valore alla capacità di attrazione di un insegna, alla creazione di una comunità.
Le royalty o più in generale, le revenues del franchisor, posso quindi anche derivare da effetti indiretti di rete: essere ad esempio commisurate non al volume mosso dall’attività del franchisor, ma legate al volume ed al traffico che la sua presenza porta alla zona e ad altre attività commerciali limitrofe o sinergie (vie o centri commerciali che incrementano i fatturati grazie alla presenza di negozi cuttingedges).
E’ necessario inserire una sempre maggiore creatività nell’identificazione del concept, della UPS (uniquesellingproposition) che ogni rete franchising deve avere. Spesso si ci dimentica che non è sufficiente costruire processi, manuali operativi, progetti architettonici di punti vendita per poter disporre di una valida rete franchising. E’ un quid in più, la capacità creativa del concept della rete franchising il vero valore che questa è capace di portare al mercato.
I grandi pionieri del franchising lo confermano: non è far panini, vendere divani, vendere abiti ciò che li differenzia. E’ un valore immateriale, impalpabile, spesso indefinibile che fa la differenza tra una rete banale, votata all’insuccesso e una rete capace di stupire e di attrarre il mercato: Ikea, Zara, , Mango, Starbucks sono alcune dei tanti esempi possibili, in franchising e non, che valgono più di mille parole.
Tale olio extravergine di oliva viene deacidificato (viene neutralizzata l’acidità libera troppo alta), deodorizzato e decolorato. Il risultato finale è un olio organoletticamente neutro, composto da materia grassa a cui si aggiunge una quantità per legge discrezionale di olio di oliva vergine.
Falanghina
Assieme all’intervento in vigna è stato necessario un forte, deciso, indefesso intervento culturale nei confronti dei contadini, soprattutto dei conferitori di piccole parcelle, penso per esempio ai Campi Flegrei, dove l’allevamento con il “sistema puteolano” ha reso per molti anni la vita difficilissima a chi si ritrovava poi in cantina uve Falanghina buone solo per la distillazione ed è qui che è avvenuto il cambiamento più radicale, rifiutando questa atavica condizione passiva mutuando nuove prospettive, che come già affermato, vede una realtà non solo capace di affrancarsi dagli stereotipi ma indubbiamente già rivolta ad un futuro da protagonista del panorama enologico regionale ed italiano.
Aglianico
Vitigno con caratteristiche che cambiano a seconda delle condizioni pedoclimatiche, potente, tannico, austero, per molti aspetti simile al Sagrantino ed al grande Aglianico, fino a qualche anno fa non aveva ancora espresso a pieno tutte le sue potenzialità..